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12
SET
2017

Scenari e mercato

I BUONI PASTO SI POSSONO USARE ANCHE NEGLI AGRITIRUSMI E FARMERS MARKET: C’È IL DECRETO DEL MISE, MONDO AGRICOLO SODDISFATTO PER L’OPPORTUNITÀ

Verso Fieragricola&Eurocarne (31 gennaio-3 febbraio 2018). Un aiuto alle famiglie e all’ospitalità rurale

Ora in agriturismo si può pagare anche con i buoni pasto. Una notizia che ha raccolto il plauso del mondo agricolo e che si rivela uno strumento interessante per incentivare la presenza nelle strutture dedicate all’ospitalità rurale. Una soluzione che potrà avere sviluppi favorevoli anche nell’ottica dell’attenzione che Eurocarne, rassegna dedicata alla filiera corta delle carni, assicurerà agli agriturismi nella 27ª edizione, in programma dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018, in concomitanza con Fieragricola.

 

Plauso di Coldiretti

Secondo quanto riportato da Coldiretti, l’entrata in vigore del decreto del ministero dello Sviluppo economico, avvenuta due giorni fa e che allarga le possibilità dell’utilizzo dei buoni pasto agli agriturismi, altro non è che «una opportunità per quattro italiani su dieci che fanno la spesa dal contadino negli agriturismi e nei mercati degli agricoltori a chilometri zero, la cui presenza va incentivata nelle città sotto la spinta di una crescita vorticosa della domanda negli ultimi anni».

Per il sindacato di Palazzo Rospigliosi «si tratta di un’innovazione che riconosce il profondo cambiamento degli stili di vita degli italiani, che utilizzano sempre più i buoni pasto per fare la spesa, ma che tendono anche a fare scelte di acquisto più salutari e genuine, privilegiando il rapporto diretto con i produttori per tagliare le intermediazioni e garantirsi la qualità al giusto prezzo».

 

Confagricoltura, importante opportunità

Anche Agriturist, l’associazione che raggruppa le aziende dell’ospitalità rurale di Confagricoltura, vede di buon occhio la possibilità di usare i buoni pasto «negli agriturismi, negli spacci aziendali e nei farmer market». Un allargamento che può essere un'opportunità».

Per il presidente di Agriturist, Cosimo Melacca, «i buoni pasto sono diventati da tempo una vera e propria forma di sostegno al reddito per le famiglie, usati per fare la spesa e non solo per consumare i pasti nella pausa lavoro. Ci auguriamo che questa decisione possa essere un’opportunità in più per i consumatori per acquistare prodotti genuini direttamente dagli agricoltori e per degustare i piatti della tradizione con i capolavori dell’agricoltura». Il provvedimento normativo consentirà di «spendere fino a otto buoni pasto in una volta a due milioni e mezzo di lavoratori, per un giro d’affari stimato tre miliardi di euro. Gli agriturismi italiani sono oltre 23.000 – ricorda Agriturist - mentre le aziende agricole che effettuano vendita diretta sono più di 260.000».

 

Soddisfatta anche CIA

In linea anche la posizione della Cia, con Turismo Verde, che definisce la possibilità di usare i buoni pasto in agriturismo e mercati contadini «uno strumento interessante per richiamare i consumatori nelle aziende agricole e verso una una spesa più consapevole; i ticket sono una forma di sostegno al reddito per molti italiani, usati per fare la spesa e non solo per consumare i pasti nella pausa lavoro. Poterli usare per la spesa in campagna e negli agriturismi che aderiranno, potrà essere una nuova opportunità per i produttori e i consumatori», con un potenziale di utenti pari a «oltre 20 milioni di famiglie».

 

Fonte: Eurocarne News
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