contatti  | English

27
OTT
2017

Consumi e tendenze

7 MITI DA SFATARE SULLA CARNE

È vero che i consumi di carne in Italia sono troppo elevati? L’impatto ambientale dell’industria è davvero più elevato di quello della produzione di frutta e verdura? Ecco le risposte verso Eurocarne Verona (31 gennaio - 3 febbraio 2018)

Consumiamo davvero troppa carne? È vero che la dieta vegetariana permette di assumere correttamente i nutrienti per il fabbisogno dell’organismo?

Recenti studi hanno permesso di sfatare alcuni miti che vengono attribuiti alla dieta onnivora e alla catena di produzione della carne, a volte demonizzata per via di assunti spesso inesatti e sempre più basati su fondamenti scientifici errati o inesistenti.

Per capirne di più, abbiamo raccolto i 7 miti da sfatare sulla carne.

 

FALSO: IN ITALIA SI CONSUMA TROPPA CARNE

 

Una recente ricerca, intitolata “Consumo reale di carne e di pesce in Italia”, ha evidenziato che in Italia i reali consumi di carne corrispondono a meno della metà di quelli precedentemente stimati. Secondo i dati dei consumi di carne in Italia, resi disponibili dalla FAO e dall’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), in media un abitante consuma annualmente 237 grammi al giorno di tutti i tipi di carne.

La nuova ricerca redatta dalla Commissione di studio istituita dall’ASPA (Associazione Scientifica per la scienza e le produzioni animali) ha quindi sfatato il mito dell’eccessivo consumo di carne in Italia. L’equipe di esperti, coordinata dal Dott. Vincenzo Russo, professore di zootecnia dell’Università di Bologna, ha revisionato le stime facendo riferimento a dati puntuali sui consumi reali degli italiani. Lo studio è stato realizzato tenendo conto esattamente di quello che finisce sui piatti degli italiani, eliminando dai calcoli le parti non edibile degli animali: ossa, grasso, pelli, tendini, cartilagini, ecc. Lo studio conferma che gli italiani consumano meno della metà di quanto stimato finora: 104 grammi al giorno di carne, pari a 38 kg all’anno, anziché i 90 comunicati da altre stime.

 

FALSO: I GRASSI SATURI DELLA CARNE FANNO MALE

 

Dal recente congresso europeo di cardiologia di Barcellona è emerso che l’abbassamento del consumo di grassi (saturi e insaturi), sta invece creando rischi per la salute. Questo perché si demonizza l’assunzione di grassi, che sono nutrienti fondamentali, a favore di una dieta con un più alto apporto di carboidrati e, di conseguenza, zuccheri.

Il messaggio arriva dallo studio PURE(Prospective Urban RuralEpidemiology), pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, che ha puntato alla valutazione delle varie scelte e ha fatto crollare alcuni miti che ruotano intorno ad alcuni regimi alimentari. “Secondo lo studio PURE – ha commentato Elisabetta Bernardi, biologa nutrizionista dell’Università di Bari – la dieta più sana dovrebbe apportare non più del 50-55% delle calorie derivate dai carboidrati e non più del 35% dai grassi, includendo sia i saturi che gli insaturi”. Scendere al di sotto del 7% di assunzione di grassi saturi non è benefico, anzi, può rivelarsi anche pericoloso. La giusta quantità di grassi dovrebbe infatti aggirarsi intorno al 10-13%, mentre l’attenzione andrebbe focalizzata sugli zuccheri, nemici della salute delle arterie.

 

FALSO: I VEGETALI POSSONO SOSTITUIRE LA CARNE

 

Gli alimenti di origine animale sono essenziali in un regime alimentare equilibrato, perché contengono proteine di alta qualità. In particolare, la carne ha un alto valore nutritivo e fonte di altri micronutrienti, come vitamina A e riboflavina, necessari per la mobilitazione del ferro e la sintesi dell’emoglobina. I cibi animali forniscono proteine ad alto valore biologico, perché contengono gli amminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni richieste dal corpo umano. Frutta e verdura, invece, contengono fibre e acido fitico che intrappolano minerali, vitamine e proteine, non permettendo ai nutrienti di ricaricare adeguatamente l’organismo. Spesso i legumi, o i cereali, vengono considerati come possibili sostituto della carne per via del loro apporto proteico. Come ha spiegato Susanna Bramanti, Agronomo PhD in Produzioni Animali, consulente della Nutrizione e Divulgatrice Scientifica, “a parità di peso i legumi contengono tre volte meno proteine delle carne, proteine vegetali che non sono né di buona qualità, né facilmente assorbibili”. Per ottenere gli aminoacidi, elementi fondamentali per l’immagazzinamento delle sostanze nutritive, contenuti in 70 grammi di carne, che apporta meno di 80 kcal, si dovrebbero consumare 2 porzioni di pasta e fagioli, con un apporto di oltre 700 kcal.

 

FALSO: LA CARNE FA INGRASSARE

 

Gli alimenti di origine animale aiutano invece a mantenere il peso ideale, perché contengono proteine nobili e sono ad elevato assorbimento, sono quindi fondamentali per la formazione e il mantenimento della massa muscolare e molti dei micronutrienti sono coinvolti nei processi di regolazione del metabolismo energetico. “La carne – ha spiegato il Dott. Luca Avoledo, naturopata nutrizionista - attiva il metabolismo e aiuta a perdere grasso”, a favore della massa magra. Inoltre, continua l’esperto, “abbassano l’indice glicemico dei carboidrati contemporaneamente assunti e gli effetti ingrassanti di questi ultimi'. Per tutti questi fattori la carne è un alimento in grado di favorire un alto senso di sazietà, fattori fondamentali per prevenire l’obesità.

 

FALSO: TROPPI I SALUMI AUMENTANO IL RISCHIO DI TUMORE AL COLON RETTO

 

Spesso si sente parlare di alcune abitudini alimentari che possono danneggiare la salute. Al primo posto dei cibi sotto accusa vengono inseriti i salumi, cibi che aumenterebbero il rischio di tumore al colon retto. A controbattere l’assunto è arrivata una ricerca dell’Università degli studi di Milano, pubblicata su Nutrition and Cancer. Lo studio evidenzia che non esistono associazioni tra gli attuali consumi di salumi della popolazione italiana e il tumore. Principalmente, i salumi italiani hanno una qualità elevata e dei valori nutrizionali molto diversi da altri prodotti, come quelli del Nord Europa o America, e i consumi degli italiani sono molto più limitati. “I nostri dati indicano che un consumo di 2-3 porzioni di salumi a settimana (considerando porzioni da 50 grammi) – ha commentato Carlo La Vecchia, professore Ordinario di Statistica Medica ed Epidemiologia dell’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Scientifico di IFMeD, International Foundation of Mediterranean Diet - non comporta alcun rischio apprezzabile a livello di salute pubblica in riferimento ai tumori del colon-retto”.

 

FALSO: NEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI SI TRATTANO MALE GLI ANIMALI

 

Quando si parla delle diverse forme diallevamento del bestiame c’è ancora molta confusione e disinformazione. “Ad oggi non esiste una definizionescientifica e universalmente accettata di allevamento intensivo - ha spiegato Roberto Nocentini, Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori - L’idea che intensivo sia per forza un’accezione negativa è una forzatura. In stalla c’è un maggior controllo dello stato sanitario dei bovini.”

Non è detto che gli animali lasciati liberi di muoversi non stanno meglio di quelli allevati in stalla. Gli spazi aperti non permettono di controllare in maniera adeguata l’animale e di monitorare con puntualità il suo stato di salute. Lo stato brado, è l’opinione degli allevatori, diminuisce le possibilità di curare le malattie dei capi e lascia gli animali esposti a intemperie e predatori.

 

FALSO: LA PRODUZIONE DI CARNE HA UN FORTE IMPATTO AMBIENTALE

 

La dieta mediterranea prevede un consumo di circa 14 porzioni a settimana di proteine: circa 400 grammi di carne e salumi. Lo stesso regime prevede anche l’assunzione di quantitativi di frutta e verdura, in una quantità 15 volte superiore alla carne. Se si prova a calcolare l’impatto ambientale dei consumi di carne in Italia, ci si può rendere conto che i livelli di CO2 emessi dalla produzione di carne sono molto simili a quelli della frutta e verdura. L’impatto delle proteine sono stimate a circa 5,9 Kg di CO2 prodotta in una settimana, contro i 5,6 Kg di frutta e ortaggi. Sono dati ufficiali, raccolti dall’Associazione Carni Sostenibili nel Rapporto 2016 “La sostenibilità delle carni e dei salumi in Italia”, presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles.

 
Fonte: Eurocarne News
assomacellai confcommercio federcarni fiesa
trenitalia
svg