contatti  | English

17
GEN
2018

Le aziende raccontano

AI MONDIALI PER RAPPRESENTARE TUTTE LE MACELLAIE ITALIANE. L'1 FEBBRAIO A EUROCARNE

Abbiamo parlato con Mara Labella, la quota rosa della Nazionale Italiana Macellai che ai World Butchers’ Challenge punta a creare il banco migliore della sua vita.

Incontrare una donna macellaio non è un’impresa facile. È così perché le macellaie, anzi le imprenditrici della carne come Mara Labella, si contano davvero sulle dita di una mano.

 

un mestiere che per tradizione richiede forza fisica, storica prerogativa dell’uomo: ma se fatto con amore e determinazione, supera tutte le barriere di genere e diventa eccellenza. Da 36 anni, Mara mette la sua passione per l’arte della macelleria italiana tutti i giorni e da madre, tramanda l’esperienza ai suoi figli, che lavorano nella sua azienda. Con orgoglio disossa, taglia e rielabora solo materie prime locali, rigorosamente provenienti dell’Agro Pontino, con carni a km 0 selezionate.

 

Il suo stile la distingue a tal punto da essere stata selezionata a partecipare nel team messo a punto per la prima sfida italiana ai World Butchers’ Challenge. Il suo ruolo nella squadra tricolore sarà quello di imbarcare per Belfast il suo bagaglio di tradizione, innovazione e femminilità per allestire i banchi durante la sfida mondiale.

 

Abbiamo parlato con la titolare della Macelleria Labella di Sermoneta (Latina) e Presidentessa della Federcarni Lazio Sud per capire come si sta preparando alla gara in programma a marzo 2018.

 

Mara Labella, come nasce la tua passione per la carne?

 

Il mio amore per la macelleria è fiorito insieme a quello per mio marito. Avevo appena 15 anni e entrai subito a far parte dello staff dell’attività di mio suocero, macellaio da quattro generazioni. La passione è aumentata sempre di più, visto che ero a stretto contatto anche con la nonna di mio marito, anche lei macellaia. Una donna molto forte che non si fermava mai, neanche di fronte al duro lavoro. Basta pensare che è andata al mattatoio anche il giorno in cui ha partorito. Anche se la stanchezza si faceva sentire quotidianamente, la mia è sempre stata una sfida continua verso il miglioramento.

 

È raro incontrare una donna macellaio.

 

In realtà di donne che fanno il mio mestiere ce ne sono, soprattutto al Sud. Ma le imprenditrici che hanno una attività tutta loro sono ancora troppo poche. La macellazione è vista ancora come un di mestiere da uomo, ed è per questo motivo che tengo molto alla quota rosa nella mia azienda. Nella mia macelleria le donne devono essere sempre la maggioranza, oggi sono 8 su un totale di 11 dipendenti.

 

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

 

Amo poter tramandare le tradizioni della mia zona, quella d’Agro Pontino, inserendo sempre un pizzico di innovazione. E adoro poter offrire il meglio ai miei clienti, perché io stessa conosco perfettamente da dove previene la carne del mio banco e cosa ha mangiato l’animale per tutto il suo percorso fino al banco.

 

Perché entrare nel team della nazionale di macellai italiani?

 

Tutto è iniziato dalla telefonata di Andrea Laganga. Io, Andrea e Gianni Giardina ci conoscevamo già per una serie di eventi in giro per l’Italia e loro avevano avuto modo di notare il mio lavoro. Ho detto subito sì, senza pensarci troppo.

 

Cosa significa rappresentare l'Italia all'estero?

 

Io andrò a Belfast a rappresentare tutte le macellaie italiane. Per renderle orgogliose del loro mestiere e della loro nazione. Voliamo in Irlanda con la speranza di dare una chance di vittoria alla tradizione italiana. Certo, a volte non dormo la notte a causa della forte adrenalina che mi sta dando questo incarico così importante. Ma il team è super positivo e cercheremo di farcela.

 

Sappiamo che sei una fan dei tacchi. Ai mondiali non potrai sfoggiarli…

 

Chi mi conosce sa che il tacco è un elemento che mi contraddistingue e se potessi lo indosserei molto volentieri. Perché anche le scarpe sono un ottimo modo per dimostrare la forza del Made in Italy. Purtroppo le scarpe con i tacchi non sono ammesse in gara, perché dobbiamo anche correre in quelle tre ore di sfida, quindi dovrò per forza lasciarle a casa.

 

Qual è la specialità che porterai ai World Butcher's Challenge 2018?

 

Purtroppo non vogliamo né possiamo anticipare nulla. Posso dirvi che il mio ruolo sarà principalmente quello di preparare il banco e vi assicuro che sarà uno spettacolo per gli occhi. Abbiamo lavorato molto sulla resa e sul portare di fronte al resto del mondo la varietà della tradizione e dei sapori dell’arte della macelleria italiana.

 

Qual è il tuo taglio preferito?

 

Domanda davvero difficile, ogni taglio ha una sua caratteristica. Se dovessi fare una scelta opterei per la spalla, nello specifico l’armone, o ‘sora’ come lo chiamano a Roma.

 

 

Fonte: Eurocarne News

 

assomacellai confcommercio federcarni fiesa
trenitalia
svg