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16
GEN
2015

Allevamento

Alimentazione animale, ecco le novità del nuovo Piano Nazionale

Pubblicato sul portale del Ministero della Salute, il documento vale per il triennio 2015-2017. Lo scopo è quello di garantire la tutela della salute umana e il rispetto dei parametri europei di sicurezza alimentare.

Garantire un alto livello di protezione per la salute umana, animale e ambientale: è l'obiettivo principale del Piano Nazionale Alimentazione Animale, rinnovato per il triennio 2015-2017.

Pubblicato sul portale del Ministero della Salute, il nuovo documento sostituisce e abroga quello inerente al 2012-2014, assicurando l'applicazione del Regolamento CE 178/2002 e di quello 882/2004. Quest'ultimo in particolare dispone che vengano effettuati dei controlli periodici nel settore dei mangimi animali in base alla valutazione del rischio, del numero e della tipologia di aziende coinvolte nella sua filiera.

 

Le novità per il nuovo triennio

Tra le novità introdotte con il nuovo Piano Nazionale va segnalato l'inserimento dei dati anagrafici degli OSM (Operatori del settore dei mangimi) nel sistema informativo SINVSA; la divisione dei campioni “Principi attivi” e “Additivi” con lo scopo di favorire le ricerche sui fenomeni di Carry Over e la creazione di uno strumento apposito per il censimento degli OSM nel circuito “Non Ogm”. Sono inoltre previste modifiche nel programma di controllo. Il Piano si suddivide in due sezioni principali: una generica che illustra le modalità operative per le ispezioni, la verifica dei documenti e dei requisiti previsti dalla normativa presso gli OSM e il funzionamento del controllo dei mangimi tramite prelievo dei campioni; la seconda, più tecnica, descrive i programmi di campionamento per il controllo degli analiti presenti nei mangimi.

 

Come si applica il PNAA

Il Piano Nazionale Alimentazione Animale viene realizzato tramite sopralluoghi ispettivi, prelievi e analisi di campioni contenenti mangimi e acqua da abbeveratoio prelevati lungo tutta la filiera: dalla produzione primaria agli allevamenti, dai distributori alle industrie di sottoprodotti fino ai trasportatori di mangimi. L'obiettivo principale è quello di certificare la sicurezza e qualità dei mangimi stessi, effettuando ricerche sull'eventuale presenza di proteine animali trasformate non ammesse, Salmonella, principi farmacologicamente attivi e additivi, tossine e organismi geneticamente modificati.

 

Le ispezioni e sanzioni del 2013  

Sulla base delle attività di controllo degli anni precedenti si valutano i dati ottenuti e si procede all'implementazione del Piano nel rispetto delle norme comunitarie. Nel 2013, ad esempio, il PNAA aveva programmato 11.066 prelievi di campioni da analizzate, dei quali ne sono stati effettuati 10.7109 su tutto il territorio nazionale. Sull'intera filiera produttiva sono state condotte 29.619 ispezioni che hanno portato a 101 sanzioni amministrative e 11 denunce all'autorità giudiziaria, in conseguenza di ben 1.434 irregolarità riscontrate. 

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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