contatti  | English

04
OTT
2017

Allevamento

ALLEVATORI, UNIAMOCI PER DIFENDERE L'ECCELLENZA

L’appello del presidente dell’Azove, Fabio Scomparin: la filiera delle carni bovine deve mettersi in discussione e domandarsi perché sta perdendo terreno e come garantire standard di qualità elevati e uniformi in vista della 27^Eurocarne (31/01-3/02 2018 Veronafiere)

Unire gli allevamenti in cooperative per favorire la rinascita del settore della produzione di carne bovina. È l’appello di Fabio Scomparin, allevatore da tre generazioni e presidente dell’Azove, cooperativa Organizzazione Produttori che opera nella Regione Veneto, che da sola produce oltre un terzo del fabbisogno nazionale.

L’impegno dell’Azove emerge chiaro dai numeri, che segnano un aumento del 12% di vendita di carne bovina in tutta Italia, un risultato anticiclico, in un periodo storico segnato dal calo del 5% dei consumi rispetto al 2015 (dati 2016 dell’Osservatorio nazionale della fiera Agriumbria), che si aggiunge al trend negativo che si protrae ormai da anni: il consumo annuo pro capite è sceso dagli oltre 23 Kg ai 17-18 del 2016. La cooperativa raggruppa allevatori singoli e cooperative “stalle sociali”, per un totale di circa 100 soci, con una produzione di 45mila bovini e un fatturato consolidato annuo di oltre 130 milioni di euro.

La crescita, spiega Scomparin, è stata possibile attraverso il rispetto degli standard di produzione certificati, sinonimo di benessere dell’animale e di qualità del prodotto commercializzato.

 

Scomparin, è possibile esportare il modello Veneto nel resto del Paese?

 

Direi che il Veneto riesce a sostenere le sue cifre principalmente per due fattori. Il primo è rappresentato dall’elevata professionalità degli operatori, ottenuta grazie alla formazione fornita dagli Istituti Agrari a partire dagli anni ’60, ai quali si è aggiunta la formazione continua svolta da Azove. Il secondo fattore, non meno importante, è l’ottima produzione di mais della Regione, favorita dalla buona concentrazione di flussi d’acqua, che permettono l’irrigazione necessaria. Il mais è uno dei punti di forza per il nutrimento dei nostri bovini.

 

Come affrontare la crisi?

 

La crisi ha colpito tutti i settori, compreso l’agroalimentare. Ciò che lascia l’amaro in bocca a noi allevatori è che il rallentamento dell’economia ci ha fatto perdere punti percentuali di produzione nazionale a vantaggio dell’importazione dall’estero. Il consumatore oggi va alla ricerca di carni più economiche che provengono dalla Polonia, in primis, poi Sud America e altri Paesi Europei.

 

Quali sono le cifre della crisi?

 

La crisi economica ha provocato una diminuzione dei consumi e di conseguenza siamo passati da un buon 60% di autoapprovvigionamento del 2012 a circa il 58% odierno. Può sembrare un lieve declino, ma grava pesantemente sul nostro settore. Dall’altro lato è emerso un nuovo cliente, del tutto moderno. Stiamo parlando del consumatore consapevole che legge sempre l’etichetta di provenienza ed è sempre più attento a ciò che finisce sul suo piatto. La crisi ha portato a una grande attenzione al prodotto, con aumento della richiesta di carni del territorio. Sta emergendo inoltre una segmentazione del mercato con una fascia di consumatori disposta a riconoscere un prezzo maggiore per carne di qualità, prodotta nel rispetto dell’ambiente, del benessere degli animali, con un uso responsabile e limitato dei farmaci e supportata da idonee certificazioni.

 

Quali strategie per portare il settore fuori dalla crisi?

 

Il mio è un appello a tutti gli addetti del settore, allevatori, trasformatori, macellai e grande distribuzione: uniamo i nostri sforzi. Dobbiamo impegnarci per difendere la nostra produzione nazionale, considerata un’eccellenza, grazie alle caratteristiche qualitative, ottenute mediante l’impegno e la professionalità degli allevatori e l’alimentazione a base di cereali. Azove da anni gestisce verticalmente l’intera filiera e ha instaurato rapporti commerciali con i principali gruppi della GDO nazionale, ricevendo dagli stessi molti apprezzamenti. Vuol dire che siamo sulla buona strada.

 

Benessere dell’animale: quali criteri?

 

Azove ha ottenuto per gli allevamenti dei soci la certificazione di benessere animale dall’IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale, ndr) di Brescia, che è il Centro di referenza nazionale sul benessere. Si tratta di una certificazione complessa che prende in esame molti fattori come il microclima, la biosicurezza, lo spazio a disposizione, la salute dell’animale, l’alimentazione, la disponibilità di acqua, e molto altro. Migliori sono le condizioni di benessere dell’animale e maggiori saranno le performance produttive e la qualità della carne.

 

Come viene rappresentata la certificazione QV nella Cooperativa Azove?

 

QV (Qualità Verificata, ndr) è il marchio della regione Veneto che contraddistingue le carni ottenute nel rispetto di una rigida disciplina di produzione. Azove, concessionario dell’uso del marchio, a oggi distribuisce le carni prodotte dalle aziende socie aderenti in oltre 50 punti vendita tra dettaglio tradizionale e reparti della GDO. Azove opera in tale contesto con il controllo metodico degli animali da parte dei propri tecnici veterinari e alimentaristi, che consente il raggiungimento degli standard imposti dalla certificazione.

E’ uno strumento interessante che ci ha permesso di raggiungere buoni risultati e potrà ulteriormente crescere.

 

Che taglio di carne sceglie Fabio Scomparin?

 

A me piace tutto il crudo tagliato con il coltello, quindi direi che la mia preferita è la tartare su crostini di pane e un filo di olio d’oliva, naturalmente.

 

Fonte: Eurocarne News

precedente

MACCARESE SPA AVVIA  IL POTENZIAMENTO: PRODUZIONE...

assomacellai confcommercio federcarni fiesa
trenitalia