contatti  | English

02
FEB
2015

Allevamento

Avicoltura, dagli Usa più controlli contro la Salmonella

Viene dal Food Safety and Inspection Service la proposta di aumentare gli standard ispettivi sulle carni di pollo. L'obiettivo è di prevenire circa 50mila casi di infezione. Unaitalia: approcci Usa e Ue alla sicurezza alimentare sono completamente differenti.

Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Usa innalza il livello degli standard di sicurezza per quanto riguarda il settore avicolo. In particolar modo l'USDA mira a ridurre gli episodi di contaminazione da Salmonella e Campylobatter nel pollo. L'iniziativa è nata da una proposta del FSIS (Food Safety and Inspection Service), organizzazione all'interno del Dipartimento che si occupa della sicurezza nel settore alimentare, la quale ha sottolineato come i livelli di contaminazione da Salmonella crescono in correlazione alla trasformazione in parti del pollo, come petto, coscia e ali. Proprio questi prodotti partizionati rappresentano circa l'80% degli acquisti da parte degli americani.

 

Ad esempio per le parti del pollo, come per il macinato, il FSIS sta proponendo degli standard più elevati nei controlli, che riducano la formazione di patogeni con l'obiettivo di arrivare almeno al 30% in meno di contaminazioni da Salmonella, percentuale che varia da un minimo di 19% a un massimo di 37% per quanto riguarda la riduzione di infezioni da Campylobatter. L'introduzione di un monitoraggio più stringente si accompagnerà ad un test regolamentare nelle fasi di lavorazione più vicine al prodotto finale, in modo tale da ridurre ulteriormente l'esposizione a questi due tipi di batteri. In questo modo, si potranno prevenire in media 50mila casi di malattia all’anno.

 

Un tema caldo, insomma, questo per tutto il settore avicolo, che riguarda in parte anche l’Italia e il Vecchio Continente, soprattutto considerando che tra il 2 e il 6 febbraio prossimi si terrà l'ottavo incontro di negoziazioni sul Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), l'accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea. Quali prospettive potrebbe affrontare il settore? È molto difficile eseguire un paragone lineare tra i settori avicoli europeo e Usa in materia di criteri microbiologici – ha spiegato ad Eurocarne Post Nicolò Cinotti dell'Area Tecnica Sanitaria di Unaitaliain quanto completamente differenti sono gli approcci alla sicurezza alimentare, i sistemi produttivi e i mezzi a disposizione delle aziende per garantire la sicurezza dei consumatori”.

 

In attesa di sapere su quali basi si svilupperanno eventuali partnership economiche tra le due maggiori potenze economiche mondiali, se e come incideranno sulla sicurezza alimentare, che nell’Ue è intesa in maniera differente: “La visione europea della sicurezza alimentare – sottolinea Cinotti – si basa su un sistema che analizza la produzione nel suo complesso, portando a miglioramenti costanti e rifiutando, ad esempio, l’uso della decontaminazione chimica delle carni, pratica che viene attualmente condotta di routine dall’industria statunitense, principalmente mediante l’impiego di soluzioni a base di cloro.”


Fonte: Osservatorio Eurocarne

  • articoli più recenti
  • articoli più letti

precedente

CARNE BOVINA, PATTO DI FILIERA IN LOMBARDIA PER RILANCIARE...

successivo

L’EUROPA PUNTA SULLA ZOOTECNIA: FINANZIAMENTI IN ARRIVO...

assomacellai confcommercio federcarni fiesa
trenitalia
svg