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15
DIC
2014

Consumi e tendenze

Carne bianca, record di consumi nel 2014

Il trend positivo confermato dai dati di Federconsumatori sui pranzi di Natale. Muraro (presidente Unaitalia): “Appetibilità, digeribilità e versatilità le chiavi del loro successo”. Al via il progetto “Carni sostenibili”.

800mila capponi e più di 500mila tacchinelle, nonostante il taglio dell’1% della spesa alimentare. La carne, secondo dati di Federconsumatori, si conferma così il filo conduttore di tanti piatti tradizionali che si consumeranno durante le prossime feste di Natale sulle tavole delle famiglie del Belpaese. Le carni avicole, in particolare, come pollo, cappone, tacchino e faraona, sono tra quelle preferite, confermando un trend positivo che ha caratterizzato l’intero mercato nel corso del 2014.

 

I motivi del successo di questo comparto sono chiari. “Si tratta della conferma dell’andamento attuale del mercato – ha spiegato a Eurocarne Post Aldo Muraro, presidente dell’Unione nazionale filiere agroalimentari Carne e Uova (Unaitalia) -, con un lieve aumento per produzione e consumi, come si sta peraltro verificando nel resto dell’Europa. Questo per i noti discorsi di appetibilità, digeribilità, versatilità delle carni di pollame in concomitanza del rapporto costo/proteina più conveniente rispetto alle altre carni considerando anche il momento di crisi economica”.


Addirittura, secondo un’indagine condotta ancora da Unaitalia, la carne avicola potrebbe diventare nel prossimo futuro la più mangiata in Italia e nel mondo, superando anche quelle rosse. Con un consumo pro capite di kg 13,3, il pollame guida infatti la classifica globale delle carni più richieste, seguito dai tagli suini con kg 12,2, bovini con kg 6,6 e ovini con kg 1,7. E la prospettiva, numeri alla mano, è di toccare nel 2022 kg 14,5 pro capite, realizzando un incremento del 19%, che si rivela decisamente più favorevole rispetto alle stime di crescita della domanda negli altri segmenti.

 

Complici di questi numeri, sono anche le numerose ricerche scientifiche che negli ultimi anni stanno evidenziando come questo tipo di carne faccia anche bene alla salute. Tra queste, c’è lo studio dei medici dello Zhejiang Cancer Hospital che hanno dimostrato come prediligere a tavola il consumo di pollame e affini possa ridurre fino al 31% il rischio di sviluppare un tumore al fegato. Dal punto di vista nutrizionale, secondo i ricercatori, la carne bianca, così come il pesce, è ricca di acidi grassi insaturi, dalla straordinaria capacità anti-infiammatoria, ed hanno una minore quantità di colesterolo e grasso saturo rispetto a quella rossa.

 

A maggior dimostrazione di ciò, Unaitalia, insieme a Assica e Assocarni, le due principali associazioni di categoria rispettivamente della filiera bovina e suina, hanno dato vita ad un progetto, chiamato “Carni sostenibili”, che racconta il punto di vista dei produttori sul tema della sostenibilità nutrizionale, territoriale, economica e sociale del comparto zootecnico. Secondo il direttore Lara Sanrancesco, “mangiare carne in giusta quantità, affidandosi ai consigli di medici e nutrizionisti in base ad età e stili di vita, non solo non fa male ma è essenziale per garantire al nostro organismo tutti i nutrienti necessari per mantenerci in salute e vivere meglio. Il nostro compito come filiera delle carni è di informare e rassicurare il consumatore sulla correttezza della propria scelta, soprattutto davanti all’inevitabile disorientamento generato da messaggi contraddittori ed allarmistici, spesso vere e proprie ‘bufale’ che troviamo sui molteplici strumenti di informazione che abbiamo a disposizione”.


Fonte: Osservatorio Eurocarne

 

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