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03
FEB
2015

Allevamento

Carne bovina, patto di filiera in Lombardia per rilanciare il settore

L'accordo, stipulato dai tre maggiori consorzi di allevatori e dai macellai e che interessa 120mila capi, punta alla valorizzazione dei tagli meno conosciuti, all’aumento dei consumi e dell'export.

Valorizzare la carne bovina e rilanciarne il consumo: è l'obiettivo comune che ha portato alla stipula di un patto di filiera da parte di tre consorzi del settore e la categoria dei macellai in Lombardia. Non solo incrementare le vendite, dunque. A loro, infatti, è dato anche il compito di diffondere i tagli meno noti di questo tipo di carne, spesso non considerati nel carrello spesa delle famiglie semplicemente per una scarsa conoscenza del prodotto.

 

I protagonisti dell’accordo sono i consorzi che rappresentano le categorie interessate nella Regione: Carne bovina documentata di Mantova, Carni bovine scelte di Brescia e Qualità della carne bovina di Milano. Nel giro di poche settimane si riuniranno sotto un'unica realtà con la collaborazione dell'Associazione produttori di Bergamo e il patrocinio della Camera di Commercio e di Coldiretti. Una decisione importante, quella di unire le proprie le forze, che interessa ben 120mila capi, in un mercato come quello della Lombardia che vale oltre 800 milioni di euro e garantisce almeno 10mila posti di lavoro diretti.

 

Il progetto è concentrato su diversi obiettivi, legati fra loro: quello economico, con un risparmio per le famiglie lombarde calcolato intorno ai 500 milioni di euro all’anno; un incremento nelle vendite di carne bovina, che negli ultimi 6 anni ha perso 20 punti percentuali con un taglio dell'11,5% nelle stalle per un totale di 39mila capi; l'inversione di tendenza tra import ed export.

 

“Sicuramente, l'importazione di carne dall'estero è in forte aumento a discapito della qualità, ma soprattutto delle garanzie per il consumatore – ha spiegato a Eurocarne Post Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia -. Un rapporto vero, concreto fra i vari soggetti della filiera può sicuramente aiutare le nostre aziende ad uscire da una crisi senza precedenti. Per Coldiretti è fondamentale valorizzare sia il comparto agricolo per il ruolo strategico che ha, sia i piccoli e medi esercizi che mantengono un contatto diretto col consumatore, al quale possono spiegare la qualità di ciò che offrono”.

 

Di “diminuita democrazia del consumo” ha parlato invece Ettore Capelloni del consorzio Carni Bovine scelte di Brescia, sottolineando come “un impoverimento degli allevamenti in Italia comporta una minore scelta nei consumi, soprattutto se aumentano le importazioni dall'estero, sulle quali non sempre si può garantire la qualità”

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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