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11
DIC
2014

Ingredienti e materia prima

Carne di agnello, a Natale bisogna scegliere quella certificata

In vista delle feste, il Consorzio per la tutela dell’Igp di Sardegna ha promosso delle linee guida per aiutare i consumatori a fare attenzione agli illeciti. La direttrice Patrizia Pitzalis a Eurocarne Post: “I nostri capi sono nati, allevati e macellati in terra sarda. Il consumo di carne ovina è ancora limitato in Italia, ma ci sono buone prospettive”.

Natale tempo di festa e di grande consumo di carne. Le festività sono sempre più vicine e gli esperti del settore già sono in fermento per non far mancare nulla sulla tavola degli italiani. Tra i protagonisti tradizionali di cenoni e lunghi pasti in famiglia c’è di sicuro l’agnello. Secondo dati del Consorzio per la tutela della Igp Agnello di Sardegna, soltanto da fine novembre 2014 saranno prodotti tra i 200mila e i 300mila capi. Un numero importante, che sottolinea il crescente interesse per questo tipo di alimento dall’alto valore nutrizionale e biologico.

 

Attenzione però agli illeciti. Il fenomeno di contraffazione della carne d’agnello riconosciuta a livello comunitario è molto diffuso. Per questo il Consorzio (CON.T.A.S.) ha deciso di stilare delle linee guida a vantaggio dei consumatori che vogliono mangiare un prodotto nato, allevato e macellato in Sardegna. “Bisogna far conoscere e riconoscere il marchio Igp, che garantisce il rispetto di un disciplinare di produzione da parte di tutte le aziende che fanno parte del Consorzio – commenta a Eurocarne Post la direttrice Patrizia Pitzalis -, ma anche rendere note le caratteristiche a livello nutrizionale di questo tipo di carne”.

 

Il percorso di produzione prevede infatti l’allevamento allo stato brado e semibrado degli animali e un allattamento naturale, il che spiega molte delle caratteristiche organolettiche di questo prodotto. Tra queste, buon rapporto tra valori di Omega 6 e Omega 3, ottimo contenuto di Vitamina E, dalla forte attività antiossidante, e importante presenza di amminoacidi essenziali, che rendono l’agnello, se cucinato in maniera giusta, fondamentale nella dieta di ciascuno.

 

“Rispetto alle altre razze di agnello Igp riconosciute in Italia – continua Pitzalis – quella sarda è caratterizzata per avere un peso inferiore. Noi alleviamo per tradizione pecore da latte. Tuttavia, il consumo di carne ovina in Italia è ancora molto limitato. Oltre al nostro mercato interno, sono Roma, Milano e Napoli le città che mostrano di essere più attente a questo tipo di prodotto. E poi c’è l’estero, con la Spagna in prima linea. C’è ancora un'abitudine non diffusa a mangiare l’agnello, nonostante sia economico e facile da cucinare”.

 

Buone, però, le previsioni per il 2015. “Per il prossimo anno abbiamo in mente un progetto – conclude Pittalis – per la promozione della carne d’agnello Igp di Sardegna e per far così conoscere le sue proprietà, che la rendono particolarmente salutare e veloce da cucinare. Presenteremo anche una serie di ricette semplici ed economiche. Come crede anche il presidente Salvatore Bussu la parola d’ordine è crescita. Se a fine 2013 abbiamo contato più di 500mila capi certificati, intendiamo migliorare questo dato con altre 100mila unità a fine 2014, e puntiamo a aumentare il numero di aziende iscritte al Consorzio, che attualmente si aggirano sui 4mila, di cui la maggior parte sono allevatori”.

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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