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LUG
2014

Ingredienti e materia prima

Carne di coniglio, la filiera cerca il rilancio attraverso la comunicazione

Sta per nascere un’associazione nazionale che riunirà gli attori della filiera, cercando di risolvere i problemi legati alle vendite e alle importazioni. Emanuele Rossi di AssoAvi: “I nostri prodotti tra i più salubri e controllati del mercato”.

Tanto buona quanto sottovalutata. La carne di coniglio, grazie alle sue qualità, è uno dei prodotti più salubri del settore agroalimentare. Il problema principale è la scarsa conoscenza, sia a livello di proprietà nutrizionali sia gastronomiche, che ne ha la maggior parte dei consumatori. E, come se non bastasse, in Italia sta emergendo un vero e proprio “caso importazioni”.

 

I numeri parlano chiaro: c’è la necessità di innovare il comparto, partendo dalla promozione della carne di coniglio. “Noi macelliamo 500mila capi a settimana. Tuttavia, circa il 15 per cento di quella che finisce sulle nostre tavole arriva dall’estero, danneggiando non poco il mercato interno – dichiara a Eurocarne Post il responsabile di AssoAvi (Associazione nazionale produttori avicunicoli), Emanuele Rossi -. Tra le criticità del settore, oltre alla stagionalità, c’è quella di mettere delle regole all’ingresso nei nostri confini di prodotti esteri. Le carni di coniglio che vengono importate, infatti, costano un terzo di meno rispetto a quelle nazionali, un salasso che la filiera non può sopportare in eterno.

 

Per sostenere gli attori di questa filiera e per sensibilizzare l’opinione pubblica, sta nascendo un’associazione che riunisce sotto il proprio simbolo allevatori e produttori della carne di coniglio. Sono stati proprio i primi a lanciare l’idea, essendo l’anello più debole della catena produttiva di questo tipo di carne. L’obiettivo è quello di pubblicizzare il prodotto e cercare di aumentare le vendite, con una offerta più significativa sul mercato.

È un’iniziativa assolutamente innovativa. Nel settore cunicolo non era mai stata realizzata una campagna di questo tipo – continua Rossi -. Questo progetto parte dalla crisi del settore dovuta ad un calo dei consumi e all’importazione di prodotti esteri per invertire il trend e migliorarlo nei prossimi anni”. Sono stati lanciati per questo anche spot e rubriche di approfondimento nelle maggiori radio italiane, con l’obiettivo di avvicinare i consumatori alla carne di coniglio.

 

Gli allevatori, infatti, hanno tra le mani un ottimo prodotto, che bisogna far conoscere al grande pubblico, sottolineando anche i controlli rigorosi che lo caratterizzano. “La carne di coniglio è magra, consigliata soprattutto per i bambini, e ricca di potassio. Ha un elevato contenuto proteico per cui è la più salubre che abbiamo sul mercato, insieme a quella di agnello. Infine, è una delle più controllate, e questo spiega i prezzi leggermente più alti rispetto ad altri prodotti”, ha concluso il responsabile di AssoAvi. L’innovazione dovrà riguardare il prodotto e la promozione dello stesso, cercando di arginare le importazioni da Spagna, Francia e Ungheria.

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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