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03
GIU
2015

Consumi e tendenze

Carne: ecco come cambiano i consumi e le abitudini dei consumatori

Presentata nel corso di Eurocarne 2015 in collaborazione con SGMARKETING l’indagine sui trend in atto nel settore. Salvo Garipoli: “Importante fare rete tra produzione e distribuzione e fare informazione nei confronti dei consumatori”.

L’approccio delle famiglie all’acquisto ed al consumo sta attraversando una vera e propria rivoluzione, di cui tutti i soggetti del comparto alimentare, dagli allevatori ai distributori, devono tenere conto. A cambiare radicalmente è il modo stesso di fare la spesa, con un’attenzione maniacale alle offerte e un rinnovato rapporto tra acquistato e consumato, oltre ad una maggiore responsabilità non solo economica ma anche sociale e ambientale delle famiglie.

È questa la fotografia del consumatore italiano che emerge dalla ricerca presentata nel corso di Eurocarne.

 

Nel 2014 si è assistito ad una riduzione del 3,7% in volume e quasi del 5% in valore del comparto in esame rispetto all’anno precedente. In controtendenza appare soltanto l’avicunicolo, mentre l’andamento dei consumi di carne bovina e suina è in calo. Nei primi due mesi del 2015 la situazione risulta ulteriormente peggiorata.

 

Si assiste anche alla sostituzione delle fonti proteiche. Ancora una volta è il consumatore che determina il cambiamento, facendo scelte di campo ben precise. Rimane tuttavia centrale, come emerge dall’indagine, il concetto di qualità che emerge, secondo gli intervistati, dalla provenienza nazionale dei tagli, dalle informazioni sulle modalità di allevamento, dal colore e dalla tenerezza della carne.

 

Nonostante il consumatore attribuisca molta importanza alle valenze nutrizionali ed organolettiche della carne, il prezzo rappresenta ancora una variabile che incide significativamente sulle scelte d’acquisto. A questo si aggiunge l’atteggiamento di molti consumatori che ritengono opportuno limitare la quantità di carne da mangiare a causa della diffusione di dubbi sulla relativa salubrità e caratteristiche igienico-sanitarie, spesso dovuti alla mancanza di informazioni corrette sull’allevamento degli animali, sulla loro nutrizione e, più in generale, sul paese di allevamento.

 

La parte più cospicua di consumatori, però, è quella che dimostra di avere un atteggiamento inerziale rispetto all’acquisto di carne, che avviene soprattutto nei punti vendita della grande distribuzione. I punti di forza di ipermercati e supermercati, rivela l’indagine, sono di sicuro il prezzo, con le numerose promozioni e offerte, l’assortimento e il tipo di servizio. Tuttavia, viene spesso riscontrato un livello qualitativo percepito basso delle carni bovine e l’indisponibilità degli addetti a cui rivolgersi per chiedere consigli sul tipo di cottura e sulla preparazione della carne. Fondamentale è il tema del packaging e dell’etichettatura, per rassicurare e alimentare la fiducia da parte dell’acquirente.

 

“Il punto da cui partire per sostenere la crescita di questo settore è il consumatore – sottolinea Salvo Garipoli, senior consultant di SGMARKETING -. Sta poi agli addetti ai lavori inventare nuove soluzioni, saper fare rete tra produzione e distribuzione e promuovere la giusta informazione nei confronti dei cittadini, che devono poter essere in grado di percepire e apprezzare il prodotto di qualità”.

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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