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20
NOV
2014

Ingredienti e materia prima

Decreto Prosciutti, dal Mipaaf il provvedimento che regolamenta l’offerta di Dop e Igp

Pubblicato sul sito del Ministero, il testo ha sollevato le perplessità degli allevatori. Lorenzo Fontanesi (Unapros): “Manca il confronto tra i soggetti della filiera. Chiediamo maggiore condivisone delle scelte dei Consorzi di tutela”.

Lo scorso 14 novembre è stato pubblicato sul sito del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali il cosiddetto “Decreto Prosciutti”, che regolamenta l’offerta delle cosce Dop e Igp nel mercato nazionale. Ad essere interessate, come sottolineato nel provvedimento, sono le Regioni nella quali è ubicato oltre il 50% delle aziende di trasformazione della denominazione interessata, che a sua volta detiene il 50% della produzione. I protagonisti saranno i Consorzi di tutela, come San Daniele e Parma, che saranno i responsabili della predisposizione dei piani di produzione e della loro approvazione.

 

Il testo ha lasciato l’amaro in bocca a molti soggetti attivi nella filiera suinicola. A cominciare dagli allevatori, che hanno lamentato in coro il loro scarso coinvolgimento nel processo decisionale stabilito a livello ministeriale. Tra questi, anche Unapros, l’associazione che raccoglie cinque organizzazioni di produttori di suino italiano, e cioè Opas, Assocom, Asser, Aps Piemonte e Suinmarche, ha fatto sentire la sua voce. “In linea di principio siamo sostanzialmente d’accordo con quanto previsto dal Decreto Prosciutti – dichiara a Eurocarne Post il presidente Lorenzo Fontanesi -. È dal Protocollo di filiera del 2007 che si parla di programmazione dell’offerta di Dop e Igp. Quello che manca è però il confronto tra i vari attori del settore”.

 

Il problema che Fontanesi intende portare all’attenzione del legislatore è chiaro. “Nella gestione dei Consorzi di Dop e Igp – continua il presidente di Unapros – gli allevatori sono assenti, e chiamati in causa solo a livello consultivo. Non si può continuare a produrre così. La programmazione dell’offerta deve essere fatta all’origine della produzione per non avere ripercussioni economiche su tutta la filiera. Per questo noi chiediamo di essere coinvolti anche nella fase decisionale e di essere considerati ad un livello paritetico con gli stagionatori.

 

La produzione di prosciutti Dop e Igp sta attraversando un periodo di calo dei consumi, a causa soprattutto della crisi economica che porta il consumatore a prediligere l’offerta indifferenziata e non riconosciuta, a cui si va ad aggiungere la problematica legata all’export. “È necessario – continua Fontanesi - avere il giusto ridimensionamento tra domanda e offerta di prodotti riconosciuti. Da questo punto di vista, il decreto ministeriale è uno strumento adeguato, ma che perde qualsiasi potere se non porta ad un confronto all’interno della filiera, che può a sua volta delineare una via d’uscita da questa situazione di stallo”.

 

In conclusione, le richieste delle associazioni di categoria come Unapros sono chiare. “Chiediamo maggiore condivisione delle scelte dei consorzi di tutela – conclude il presidente – e più rappresentatività, non solo formale, all’interno dei consigli di amministrazione. Si possono mettere a punto tutta una serie di strumenti normativi, ma senza un confronto paritetico tra tutti gli attori, non si farà altro che gettare l’intera filiera nell’incubo di una crisi senza fine”.


Fonte: Osservatorio Eurocarne

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