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07
GEN
2015

Ingredienti e materia prima

Dop e Igp, vincono i prodotti Made in Italy

Pubblicati i dati del rapporto Ismea Qualivita: bene l’export (+5%), anche se la produzione certificata è diminuita del 2,7%. Cresce il settore delle carni fresche, che consolida la sua presenza sul mercato internazionale.

Italia regina di Dop e Igp. Il nostro Paese si conferma leader nel settore agroalimentare per numero di produzioni certificate, ben 269 iscritte nel registro Ue, per un totale di 1,27 milioni di tonnellate realizzate all’anno. Di queste, oltre un terzo viene esportato per un valore pari a 2,4 miliardi di euro, mentre il fatturato alla produzione fa registrare 6,6 miliardi di euro e quello al consumo raggiunge i 13 miliardi. Questi sono solo alcuni dei numeri presentati dal Rapporto Ismea Qualivita, che ha fatto il punto sulla situazione di questo mercato ed evidenziato la sua eccellenza.

 

Tuttavia, nel corso del 2013 la produzione certificata, come si legge nel dossier, è diminuita del 2,7%, ma i volumi di quelle a base di formaggio e carne sono rimasti invariati, sottolineando anzi un consolidamento della loro presenza sul mercato nazionale e internazionale. Addirittura, il comparto delle carni fresche è cresciuto del 14,4%, confermando il trend positivo cominciato tre anni fa.

 

Bene soprattutto l’export, dove le vendite hanno fatto registrare un +5% rispetto al 2012, sottolineando la tendenza a livello internazionale a riconoscere la qualità e genuinità dei prodotti Made in Italy, complici anche i recenti interventi di Bruxelles a favore della tutela delle eccellenze nostrane. Il settore dei marchi Dop e Igp, infatti, coinvolge in Italia quasi 80mila aziende, interessando una superficie totale di 160mila ettari. Il giro di affari che sviluppano è pari a 6,6 miliardi euro, anche se un terzo del fatturato alla produzione è realizzato all’estero. Tuttavia, l’81% di questi numeri è realizzato dalle prime 10 Dop, tra cui figurano il Prosciutto di Parma, che da solo fa registrare 500 milioni di euro di fatturato alla produzione nazionale, e la Mozzarella di Bufala campana. Seguono subito dopo lo Speck Alto Adige Igp, il Prosciutto di San Daniele Dop, la Mortadella di Bologna Igp e la Bresaola della Valtellina.

 

L’Italia si conferma così leader per numero complessivo di registrazioni. Ci sono poi la Francia con 219, la Spagna con 180, il Portogallo con 125 e la Grecia con 101. Ma hanno raggiunto risultati positivi anche i paesi dell’Est dell’Europa, che continuano ad aumentare il numero di prodotti registrati. Nel corso del 2014 sono stati riconosciuti per l’Italia 3 Dop e 5 Igp nuove, tra cui la Salama da Sugo Igp.

 

“Bisogna agire – ha ricordato il presidente di Ismea, Ezio Castiglionecon maggiore determinazione sulle leve aziendali, in particolare sulla competitività, in un mercato reso nel frattempo più trasparente dal Pacchetto Qualità che, con la protezione ‘ex officio’, impone agli Stati Ue la tutela delle denominazioni d’origine contro i falsi. Cruciale sarà anche l’esito dei negoziati nell’ambito dell'accordo bilaterale con gli Usa. L’inserimento della tutela dei marchi di origine tra i punti fondamentali della trattativa rappresenta un importante passo in avanti, bisognerà adesso tradurlo nei testi attuativi”.

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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