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18
MAR
2014

Allevamento

Ecco il distretto avicolo lombardo, il primo ad integrare la distribuzione organizzata

È il primo caso su tutti i 23 distretti agroalimentari della Lombardia che coinvolge direttamente anche la grande distribuzione organizzata.

Il distretto della filiera avicola lombarda, come ricorda l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, “rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di aggregazione di un comparto che, forse più di altri, necessita di aggregarsi per tutelare le piccole e medie imprese sul mercato”.

 

La Lombardia è la terza regione per importanza con una quota del 17,1% del totale nazionale, in termini di valore alla produzione, e insieme a Veneto ed Emilia Romagna raggiunge una quota pari a circa il 64% della produzione nazionale. In particolare, la produzione di pollame in Lombardia rappresenta il 6,3% del valore della produzione agricola totale e la produzione di uova il 2,8 per cento. Il 30% dei polli prodotti in Lombardia è Made in Brescia.

 

A costituire il distretto della filiera avicola lombarda sono, per ora, 80 player - compresa appunto la distribuzione organizzata, con la catena di super e iper Italmark - suddivisi fra le province di Mantova, Brescia, Bergamo, Cremona e Sondrio.

Il fatturato aggregato dei più importanti soggetti che hanno aderito al distretto supera i 170 milioni di euro.

 

Presidente del distretto, salutato con favore anche dal responsabile delle “reti” di Confagricoltura, Ezio Veggia, è il bresciano Gianni Comati, che parla di un “risultato importante e necessario, anche per fronteggiare un percorso di crescita che la stessa Commissione europea indica per il comparto avicolo nei prossimi 10 anni”. Il vice è Mario Crescenti, della società Monteverde, fra le più importanti realtà di produzione e macellazione del pollo e sostenitore di un segmento della zootecnia “fortemente specializzato, anche in termini di tecnologie e innovazione”.

 

Tra i vantaggi dell’aggregazione, puntualizza il professor Gabriele Canali dell’Università Cattolica, “la possibilità di rispondere alle esigenze del mercato in maniera aggregata e, naturalmente, con maggiore reattività, che in un mondo ad alto tasso di globalizzazione diventa un requisito prioritario”.

 

E se l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, invita le regioni del Nord a coordinarsi per sostenere con misure omogenee anche il comparto avicolo, “attraverso modelli aggregativi incentivati dalla stessa Unione europea”, il presidente di Unioncamere Lombardia, Francesco Bettoni, è sicuro che “anche in ottica di Expo la promozione di una filiera di qualità come quella avicola lombarda fa parte del percorso legato al Made in Italy”.

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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