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04
AGO
2017

Le aziende raccontano

FATTORE FUTURO: GLI ORGANIZZATORI DI EUROCARNE INCONTRANO FATTORIE SAN LORENZO

Ilaria Bussolotti è l’esempio di come una visione strategica (il biologico) possa trasformarsi in un concreto successo e in un modello virtuoso per una delle più potenti multinazionali alimentari del mondo (McDonald’s): ecco il segreto del suo successo

La strada verso il successo e il riconoscimento è spesso costellata di sfide complesse e scommesse sui cui investire. Vale per il campo industriale, quello commerciale, agricolo. Vale per l’aspetto umano. Fattorie San Lorenzo è un esempio cristallino di come una visione strategica (il biologico) possa trasformarsi un concreto successo e in un modello, al punto di essere selezionata da una delle più potenti multinazionali del mondo - McDonald’s - per supportare un programma nazionale di valorizzazione del prodotto, di sostenibilità e innovazione (Fattore Futuro).

Ilaria Bussolotti è la titolare di Fattorie San Lorenzo. Ha proseguito insieme alla sorella Annalisa l’attività del nonno e poi del padre, che negli anni ’90 ha avuto l’intuizione (allora pionieristica e esclusiva) di convertire tutti i terreni e l’allevamento al biologico. A partire dal 1991, l’azienda è diventata una delle primissime aziende con certificazione del biologico Bioagricert (organismo di controllo e certificazione di Bologna).

 

Prima domanda, filiera corta o chiusa?

 

Noi preferiamo definirla chiusa. La nostra azienda è una delle poche realtà italiane che hanno tutto il ciclo di filiera. Il ciclo della lavorazione della carne parte dai nostri terreni, coltivati a biologico, da cui otteniamo i foraggi che ci servono per l’alimentazione dei capi. Siamo completamente autonomi nell’approvvigionamento degli alimenti per gli animali. Poi abbiamo le stalle e i pascoli che garantiscono agli animali spazi di stabulazione doppi rispetto all’allevamento convenzionale, sempre per rimanere nell’ottica di garantire il massimo benessere dei bovini.

 

Non resta che la macellazione.

 

L’ultimo passaggio viene compiuto da un macello convenzionato che gode di permessi di macellazione del biologico. In seguito portiamo nel nostro laboratorio di lavorazioni delle carni dove i vari tagli, che vengono commercializzati direttamente da noi, vengono venduti tali e quali o dopo aver subito determinate trasformazioni, in un processo ormai consolidato da 15 anni.

 

Quali sono i vostri campioni?

 

Alleviamo solo incroci nazionali, esclusivamente bovini, su tutti vacca bruna sarda e tori Chevrolet o Limousine. Sono capi nazionali al 100%.

 

Perché la Sardegna?

 

È una terra brulla e selvaggia, un luogo in cui l’animale vive allo stato brado e viene alimentato a latte materno e erbe aromatiche.

 

Cosa vuol dire alimentazione a km 0?

 

Significa poter attestare che i bovini sono alimentati a cereali e foraggi biologici, senza l’utilizzo di trattamenti chimici, è la garanzia di qualità del prodotto. Il Km 0 ha un ulteriore valore aggiunto, ovvero quello di permettere al consumatore di conoscere realmente il produttore, sapere quali sono i suoi appezzamenti di terreno e dove sono le sue stalle. Insomma, ha un’importanza e unicità particolare.

 

È un processo che si sposa con il commercio online?

 

Fare commercio online è impensabile per chi produce biologico. In generale questo tipo di vendita è lontano dalla nostra filosofia. Ci occupiamo del nostro trasporto aziendale affidandoci solo a corrieri fidati. Mettersi in mano a corrieri meno specializzati vuol dire che la carne non arriva nelle condizioni ottimali con cui è partita. Vuol dire fornire un prodotto intaccato da un passaggio intermedio, come il trasporto, ci spiace molto per il perfezionismo che ci anima.

 

Un prodotto di pregio, una filiera disciplinata. Come siete entrati in contatto con McDonald’s?

 

La catena ha lanciato il progetto Fattore Futuro perché ha deciso di sposare le nuove esigenze del consumatore più consapevole. Ha scelto 20 fornitori, tutti al di sotto dei 40 anni, che hanno deciso di portare una determinata peculiarità all’interno dell’azienda. Tutti ci distinguiamo per un aspetto. Noi siamo biologici da tre generazioni, altri hanno aziende biodinamiche, altri ancora hanno puntato al risparmio energetico.

 

Come funziona la vostra collaborazione con la catena fast food?

 

Molto semplice. La nostra azienda offre i capi vivi che poi vengono selezionati e lavorati dai loro esperti.

 

Finiamo con la domanda più importante. Taglio di carne e cottura preferita?

 

In questo caso non sono molto originale, scelgo la Fiorentina. Un sempreverde.

 

Fonte: Eurocarne News
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