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23
GEN
2015

Allevamento

L’Europa punta sulla zootecnia: finanziamenti in arrivo per tutta la filiera

Messi a disposizione da Bruxelles 1,9 miliardi di euro per il 2014-2020 per la gestione delle spese relative al comparto alimentare. 180 milioni sono destinati a contrastare le patologie animali.

Sostegno alla filiera zootecnica per migliorarne l’efficienza e per aumentare la tutela della salute degli animali. Il 2015 si apre all’insegna dei finanziamenti europei per gli allevatori e per l’intero comparto, con l’obiettivo di difendere il Made in Italy e promuovere un modello sostenibile di produzione. Numerose le misure di sostegno messe in campo dall’Europa, che per il 2014-2020 ha messo a disposizione circa 1,9 miliardi di euro per la gestione delle spese relative al comparto alimentare.

 

Come ha annunciato il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, una parte consistente degli investimenti sarà stanziata, d’accordo con le Regioni, per recuperare l’efficienza della filiera e ridurre la dipendenza dall’estero. Si tratta di circa 200 milioni di euro all’anno che lo stesso titolare del Dicastero definisce un “aiuto concreto per i nostri allevatori, in particolare per quelli di montagna”. Martina ha anche ricordato che “ad aprile entrerà in vigore il regolamento sull’origine delle carni diverse da quelle bovine che potrà dare una mano al settore puntando sul Made in Italy”.

 

Ai primi posti dell’agenda politica europea c’è anche il sostegno ai programmi veterinari destinati a eliminare le malattie che colpiscono i capi che nascono e crescono nelle stalle del Vecchio Continente. La Commissione europea si è pertanto impegnata a stanziare 179,3 milioni di euro per il 2015 a sostegno di 139 progetti in materia di salute animale e misure precauzionali selezionate nei Paesi membri. Tra le patologie da contrastare compaiono la tubercolosi bovina, la Transmissible Spongiform Encephalopathies, la rabbia, la Salmonellosi, la Blue Tongue, la brucellosi bovina, la febbre suina classica, l’influenza aviaria e, per la prima volta, la peste suina africana.


L’obiettivo di Bruxelles è quello di eliminare la minaccia di queste malattie che, oltre ad arrecare gravi danni alle filiere produttive, possono diventare un rischio anche per la salute degli uomini. Le risorse comunitarie sono destinate a coprire il 50% delle spese sostenute dai singoli Stati, che dovranno anche mettere in campo proprie misure per ottenere buoni risultati. Tuttavia, è prevista la possibilità di raggiungere il 75% o addirittura il 100% a seconda delle caratteristiche della malattia o della situazione dello Stato interessato.

 

I cofinanziamenti degli scorsi anni fanno ben sperare: molte malattie, come la Salmonellosi, una delle zoonosi più frequenti per l’uomo, è stata messa controllo, mentre la Bse, comunemente conosciuta come mucca pazza, è stata quasi del tutto eliminata. Tra quelle che più devono essere tenute sott’occhio, c’è attualmente la Lingua Blu, che già la scorsa estate ha causato gravi danni alle stalle italiane.

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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