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10
NOV
2014

Ingredienti e materia prima

La carne come frutta e verdura: fa bene all’uomo e all’ambiente

È quanto emerso dallo studio “Carni sostenibili” promosso dalle associazioni di categoria della filiera. François Tomei (Assocarni): “Il consumo reale di carne degli italiani garantisce il giusto equilibrio fra nutrizione, tutela ambientale e sostenibilità economica”. Lara Sanfrancesco (Unaitalia): “Mangiarla in giusta quantità e seguendo i consigli degli esperti mantiene in salute”.

Consumare la giusta quantità di carne non fa male alla salute degli uomini né a quella dell’ambiente. È quanto Assica, Assocarni e Unaitalia, le tre principali associazioni di categoria rispettivamente della filiera bovina, suina ed avicola, hanno dimostrato con un progetto, chiamato “Carni sostenibili”, che racconta il punto di vista dei produttori sul tema della sostenibilità nutrizionale, territoriale, economica e sociale del comparto zootecnico.


All’interno del dossier è proposto un nuovo approccio, definito “Clessidra ambientale”, che valuta l’impatto del cibo non più in termini assoluti ma sulla base delle quantità realmente consumate nell’ambito di una dieta corretta ed equilibrata. Pertanto, seguendo il giusto modello alimentare, l’impatto medio settimanale della carne risulta essere uguale a quello di altri prodotti, come frutta e ortaggi.

 

“Negli ultimi anni il consumo di carne è divenuto oggetto di molte attenzioni e di dibattito, legati soprattutto a ragioni nutrizionali e ambientali - racconta a Eurocarne Post François Tomei, direttore di Assocarni, l’Associazione nazionale industria e commercio delle carni -. Abbiamo incaricato una società esterna (Life Cycle Engineering Research & Consulting) di creare, insieme ad un comitato scientifico formato da esperti nutrizionisti, medici ed economisti del settore, uno strumento nuovo, calibrato sulla popolazione italiana e sulle sue abitudini, che abbattesse alcuni luoghi comuni su questo tema”.

“Con il Rapporto in questione abbiamo dimostriamo scientificamente – continua Tomei - che quando mangiamo la carne l’impatto che produciamo sull’ambiente è sovrapponibile a quello di altri alimenti, soprattutto se comparato alle quantità consumate in Italia, che poi sono perfettamente allineate con le indicazioni dei nutrizionisti. Si è evidenziato anche come l’aumento di alcune patologie croniche quali, ad esempio, diabete, sovrappeso, obesità ed ipertensione, sia da ricercare in stili di vita, sedentarietà e cibi ipercalorici (ricchi di zuccheri e grassi) piuttosto che nel consumo di prodotti di macelleria. Un altro mito da sfatare è legato al tema dello spreco alimentare nel settore delle carni: abbiamo visto come questa filiera sia una delle più virtuose dell’agroalimentare italiano e possa fungere da modello produttivo, anche in vista di Expo 2015, per assicurare la sostenibilità economica e ambientale del settore in uno scenario che prevede un aumento del 60% della domanda di proteine da parte della popolazione mondiale entro il 2050”.

 

Dello stesso parere è Lara Sanfrancesco, presidente di Unaitalia, l’Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova. “Troppo spesso il settore è stato oggetto di pesanti attacchi sui presunti effetti negativi del consumo di carne per la salute e per l’ambiente, non supportati da alcuna valida argomentazione scientifica, a cui è stato ritenuto utile rispondere con studi seri basati su fonti terze scientifiche ed autorevoli. Quantomeno adesso disponiamo di un punto di partenza ricco di contenuti per partecipare al dibattito”.

Sanfrancesco ha anche sottolineato che “più che sfatare un mito abbiamo ricordato, o meglio sono stati autorevoli esperti a farlo, che non esistono verità assolute ma è l’equilibrio e la consapevolezza nelle scelte e negli stili di vita a fare la differenza. Mangiare carne in giusta quantità, affidandosi ai consigli di medici e nutrizionisti in base ad età e stili di vita, non solo non fa male ma è essenziale per garantire al nostro organismo tutti i nutrienti necessari per mantenerci in salute e vivere meglio. Il nostro compito come filiera delle carni è di informare e rassicurare il consumatore sulla correttezza della propria scelta, soprattutto davanti all’inevitabile disorientamento generato da messaggi contraddittori ed allarmistici, spesso vere e proprie ‘bufale’ che troviamo sui molteplici strumenti di informazione che abbiamo a disposizione”.

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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