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21
MAG
2015

Allevamento

Meetbull, dal Veneto il progetto per rendere la filiera dei bovini tutta Made in Italy

L’iniziativa, presentata nel corso dell’edizione 2015 di Eurocarne, è stata lanciata da Aia e Arav, in collaborazione con Unicarve, Azove e Università di Padova. Nocentini: “Con l’uso del seme sessato si darà un futuro al comparto della regione, con la messa in filiera delle stalle da latte e da carne”.

Valorizzare la produzione di carne bovina italiana, garantendo la rimonta interna delle stalle da latte con il seme sessato. È questo, in sintesi, l’obiettivo di Meetbull, il progetto sperimentale approvato dalla regione Veneto e lanciato da Aia e Arav in collaborazione con Unicarve, Azove e Università di Padova: in questo modo sarà possibile assicurare agli allevamenti del territorio un maggior approvvigionamento di vitelli per la produzione di carne cento per cento Made in Italy, dal momento che attualmente, data la crisi del settore zootecnico nostrano, pur essendoci un discreto numero di razze autoctone di grande pregio, la produzione non riesce a soddisfare le esigenze delle richieste nazionali.

 

Il progetto in questione prevede l’uso del cosiddetto seme sessato nelle aziende da latte. In altre parole, così facendo sarà possibile far nascere dalle migliori vacche le vitelle necessarie alle esigenze di questi allevamenti e utilizzare su tutte le altre bovine il seme di tori delle migliori razze da carne per la produzione di vitelli da ingrasso. Nelle aziende che parteciperanno a Meetbull, in tutto almeno un centinaio, si conta di liberare dal 20% al 40% della consistenza aziendale utilizzando questa tecnica di fecondazione, da destinare alla produzione di meticci da carne per un totale di 4500 capi.

 

Il tutto durerà 33 mesi. Gli stessi soggetti meticci, una volta essere stati iscritti nell’apposito registro istituito e gestito dall’Aia e raccolti, verranno destinati per lo svezzamento e il successivo ingrasso alle aziende di Unicarve e Azove secondo i disciplinari di produzione riconosciuti dalla regione Veneto “del vitellone e della scottona ai cereali” e del “vitello a latte e cereali”, presso le quali si misurerà la velocità di accrescimento. A fine ciclo verranno infine valutate le rese di macellazione e gli indici di qualità delle carni.

 

“Con questo progetto – ha sottolineato Roberto Nocentini (Aia) in occasione della presentazione di Meetbull nel corso dell’edizione 2015 di Eurocarne – vogliamo dare valore aggiunto al prodotto italiano e rassicurare il consumatore, che ormai è alla ricerca dei vitelli nati, allevati e macellati in Italia. Noi importiamo ancora più di un milione di capi dall’estero ogni anno e questo non va bene affatto. La nostra iniziativa va a vantaggio sia degli ingrassatori che dei produttori”.


Soddisfazione è stata espressa anche da Floriano De Franceschi, presidente di Arav: “Meetbull è nato per dare un futuro al comparto veneto della carne, grazie alla messa in filiera delle stalle da latte e da carne. Per noi è una grande opportunità, ma lo è anche per gli allevatori, che saranno spinti da una serie di incentivi a partecipare. Il nostro obiettivo è infatti quello di sostituire la produzione di vitelli maschi delle razze di latte con meticci di carne, di valore commerciale nettamente superiore, per l’approvvigionamento dei nostri allevamenti da carne”

 

Fonte: Osservatorio Eurocarne

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