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26
MAG
2015

Allevamento

Meno antibiotici in allevamento, bistecche più sane nel piatto

Azove riduce i farmaci impiegati per combattere le malattie respiratorie dei bovini.

La partita si gioca in stalla, il risultato finisce direttamente a tavola.

Tale affermazione è supportata dai dati emersi dalla sperimentazione condotta da Azove, su un migliaio di capi bovini, in collaborazione con Università di Padova MAPS e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie nell’ambito del progetto “Sanibeef”, inserito nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013.

 

In particolare si è riscontrata una riduzione superiore al 10% nell’uso di antibiotici, con una diminuzione di circa il 50% dei costi sanitari per singolo capo allevato.

Tali risultati si inseriscono perfettamente nelle raccomandazioni fornite pochi giorni fa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha messo in guardia i Governi su un'era post-antibiotica, invitandoli a dotarsi di piani nazionali per combattere la resistenza agli antibiotici.

 

I risultati scientifici della sperimentazione saranno presentati oggi alle 10 a Expo Gate Aquae Venezia 2015 a Marghera durante il convegno “Carni bovine ancora più sane”. Tra gli esperti interverranno Igino Andrighetto e Antonia Ricci, rispettivamente direttore generale e direttore del Dipartimento per la sicurezza alimentare IZS Ve, Massimo Morgante, responsabile scientifico del progetto, professore dell’Università di Padova Dip. MAPS, Giorgio Trentin, dirigente del Servizio Ricerca Sperimentazione e Diversificazione Aziendale della Regione Veneto, e Eliana Schiavon, Dirigente Veterinario Laboratorio Diagnostica Clinica IZS Ve.

 

“Dato che produciamo 45.000 bovini l’anno, – spiega Fabio Scomparin, Presidente di Azove -, abbiamo a cuore il benessere degli animali nei nostri allevamenti e la salute di chi si nutre della nostra carne. Per questo abbiamo studiato un sistema di allevamento che riduce l’impiego di antibiotici, migliorando ulteriormente la qualità della carne, senza danneggiare la produttività per l’allevatore. Si tratta di un progetto pilota, Sanibeef, che coinvolge l’intera filiera: dopo due anni di studi e test su un migliaio di capi abbiamo sviluppato un protocollo che diffonderemo tra tutti i nostri soci”.

 

Al centro dell’incontro che sarà introdotto da Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto e da Fabio Scomparin, i risultati del progetto pilota, che si traducono in salute per il consumatore e vantaggio economico per gli allevatori che si sposa con un sistema di gestione volto a salvaguardare la salute e il benessere dei bovini e che contribuisce a garantire carne più salubre, oltre che dotata di ottime caratteristiche nutrizionali.

 

Sarà presentato anche un vademecum per l’allevatore che raccoglie tutte le buone prassi di gestione della fase di inserimento dei bovini in allevamento, fase notoriamente critica e che condiziona l’intera vita dell’animale. Fondamentale per ottenere i risultati descritti è proprio la formazione degli allevatori e, quindi, la capacità di gestione dell’allevamento.

 

Fonte: Ufficio Stampa Azove

 

Il Gruppo Azove, organizzazione di produttori di carne bovina riconosciuta dalla Regione Veneto, cooperativa Fedagri, conta 150 soci, per una produzione annua di oltre 45.000 bovini da carne e un fatturato consolidato di 130 milioni di Euro; 60.000 le tonnellate di materie prime e mangimi fornite ogni anno per l’alimentazione dei bovini. Ha sede a Ospedaletto Euganeo, in provincia di Padova. Controlla l’intera filiera attraverso Azove Carni Srl, con sede a Loria (TV), braccio operativo che si occupa della macellazione, lavorazione e commercializzazione delle carni.
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