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08
GEN
2015

Scenari e mercato

Mercato delle carni, ecco le previsioni dell’Unione europea fino al 2024

Le prospettive presentate nei giorni scorsi a Bruxelles. Sale l’avicolo, in ripresa il suino, in equilibrio l’ovicaprino. Il bovino cala (poco).

Il mercato delle carni da qui al 2024, come rileva l’Unione europea, è sull’altalena. Le previsioni sono state illustrate nei giorni scorsi a Bruxelles e per il settore delle carni, che Eurocarne di Verona rilancia al pubblico, l’andamento varia in base alle diverse tipologie.

 

Verso il 2024 è prevista un’accelerazione significativa per il comparto avicolo (+7 per cento), una mini-ripresa per la carne suina (+2 per cento, ma con un 2015 positivo dopo l’assestamento della normativa sul benessere animale e gli ultimi tre anni in difficoltà) e leggere flessioni per la carne bovina, che si fermerà a 7,6 milioni di tonnellate prodotte. Si prevedono in sostanziale equilibrio, dopo diversi anni di spirale ribassista, le produzioni e i consumi di carni ovine e caprine.

 

Secondo le previsioni comunitarie, «la produzione di carne nell’Ue dovrebbe aumentare a 44,9 milioni di tonnellate, principalmente grazie all’espansione sostenuta del pollame». A trascinare a livello mondiale una maggiore domanda di carne, poi, ci sarebbero «l’incremento demografico e una forte crescita economica nei paesi in via di sviluppo, seppure con un ritmo più lento rispetto al decennio precedente».

 

Dopo due anni di forte calo, la produzione di carne nell’Ue dovrebbe recuperare nel biennio 2014-15, per effetto del recente aumento del bestiame da latte, tenuto conto che in Europa «circa due terzi della produzione di carni bovine proviene dal bestiame da latte».

 

Per effetto di una minore disponibilità economica delle famiglie, conseguenza della crisi economica in atto, e per la crescita dei prezzi della carne, il consumo globale di carne pro capite ha raggiunto il suo livello più basso degli ultimi 11 anni nel 2013 (64,4 kg di peso al dettaglio).

 

Il consumo di carne dovrebbe aumentare fino al 2016, per una maggiore dinamicità del mercato, per poi frenare successivamente. Nel 2013 (ultimo dato disponibile), il consumo pro capite è sceso al di sotto dei 65 chilogrammi (peso di vendita al dettaglio), vicino al livello del 2012. 

 

Fonte: Servizio Stampa Eurocarne-Veronafiere

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