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23
MAG
2017

Scenari e mercato

ROBERTO MADDE’ (AIA): AVVIATI CONTATTI CON EUROCARNE. BENESSERE ANIMALE, AMBIENTE E QUALITÀ LE FRONTIERE DELLA ZOOTECNIA

Verso Fieragricola ed Eurocarne, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018

«Con Veronafiere da anni abbiamo una collaborazione che ci vede in prima fila per Fieragricola e Fieracavalli, ma siamo stati contattati anche per la programmazione di Eurocarne, per la prima volta in concomitanza con la rassegna internazionale dell’agricoltura. È un altro momento importante, in cui l’Associazione italiana allevatori sarà presente e non mancherà di far valere il proprio contributo, recuperando i valori del prodotto trasformato all’interno della filiera, ma anche presentando le razze e la biodiversità che caratterizzano il nostro Paese».

A dirlo è il direttore generale di Aia, Roberto Maddé, contattato dall’Ufficio stampa di Veronafiere.

«L’Associazione italiana allevatori dovrà, attraverso i propri servizi, rispondere alle esigenze dei consumatori e favorire il benessere animale, oggi considerato un patrimonio comune, e prestare attenzione a una componente di natura ambientale, con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera. Accanto a questo, favorire il miglioramento della qualità delle produzioni animali che, laddove vengono interrotti i controlli funzionali, assistiamo a un arretramento dei parametri qualitativi».

 

Più attenzione ai consumatori

 

Il futuro dell’Aia passa anche da un rapporto più orientato al mercato e al consumatore. «Uno scenario nuovo, in particolare con riferimento ai consumatori – afferma -. Ma sappiamo bene che sono i protagonisti coi quali anche un’associazione come la nostra deve imparare a confrontarsi, senza riserve o ideologie pregresse».

Fondamentale, per proseguire i controlli funzionali, valutare gli indici genomici e dei Libri genealogici, analizzare un’ingente quantità di dati, sarà il sostegno economico che in questi anni lo Stato ha progressivamente ridotto. «Parliamo di circa 18.000 stalle nelle diverse filiere produttive», calcola Maddé.

«Il momento è particolarmente delicato e la riduzione della contribuzione pubblica sta facendo emergere alcune criticità che con pazienza e attenzione stiamo cercando di monitorare, affrontare e risolvere», ammette il direttore di Aia.

 

Sempre più Bio

 

I cambiamenti sul fronte zootecnico riguardano anche il crescente interesse verso il biologico. «Con l’Associazione regionale dell’Emilia-Romagna stiamo seguendo la filiera del Parmigiano-Reggiano biologico, partendo dalla certificazione dell’alimentazione del bovino, passando dalla produzione del latte, con la possibilità di commercializzare un prodotto nuovo – racconta Maddé -. Oggi il biologico occupa oltre il 10% della superficie, mentre la media europea è di 1,6 per cento».

La produzione bio è un modo, secondo il direttore generale di Aia, «di rispondere alle esigenze dei consumatori e il ruolo dell’Associazione italiana allevatori potrebbe riguardare strumenti efficaci di certificazione». Per i produttori la missione è anche quella di «recuperare spazi sui costi di produzione e sulla valorizzazione delle produzioni alla stalla, che è l’elemento principale che cattura l’attenzione dei nostri associati».

 
Fonte: Eurocarne News
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