contatti  | English

11
MAG
2015

Scenari e mercato

Sicurezza alimentare: ad Eurocarne la proposta di un Osservatorio di filiera

Fiesa Confesercenti, Coldiretti e Federconsumatori insieme per far crescere la fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti italiani. Segnali di incoraggiamento dal Governo. Castiglione (Mipaaf): “Valorizzare gli allevatori e i piccoli imprenditori per essere più competitivi”.

Il tema della sicurezza alimentare è fondamentale sia per i decisori politici che per gli imprenditori del settore agro-alimentare. Ma è ancora più importante per i consumatori, che sono il motore economico dell’intera filiera. Per questo, Fiesa Confesercenti, insieme a Coldiretti e Federconsumatori hanno deciso di dare vita ad un Osservatorio, che non solo garantisca la correttezza dei controlli, ma abbia anche la capacità di trasmettere la giusta informazione sulla qualità dei prodotti, tenendo conto delle potenzialità del settore in Italia e i suggerimenti che arrivano dall’Unione europea.

 

Mentre, infatti, da un lato c’è un sistema-Paese che si basa sulla qualità e non sulle produzioni di massa, essendo costituito al 90% da piccole e medie imprese, dall’altro c’è un approccio comunitario che ruota intorno al principio “dai campi alla tavola”, ma che penalizza queste realtà imprenditoriali, schiacciate spesso dal peso della burocrazia e incapaci di competere con i grandi colossi industriali. Di questo si è parlato all’interno del convegno L’alimentazione e la sicurezza alimentare, un Osservatorio sulla filiera, che si è tenuto nel corso della giornata inaugurale dell’edizione 2015 di Eurocarne e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni di categoria coinvolte, oltre che di esponenti politici e del Ministero delle Politiche agricole.

 

“Il parlamento italiano deve capire come valorizzare le aziende agro-alimentari, che sono una grande risorsa di questo Paese – ha sottolineato Gaetano Pergamo, Direttore Fiesa Confesercentie chiedere alle istituzioni comunitarie di indicare, nelle norme sull’etichettatura, anche lo stabilimento di produzione dei prodotti, che è l’elemento caratterizzante del Made in Italy. La tracciabilità è simbolo di certezza per il consumatore, che deve essere posto al centro dell’Osservatorio che vogliamo creare come attore principale per lo sviluppo di nuove proposte per la crescita del settore”.


Per Stefano Masini di Coldiretti “la soluzione per il rilancio del settore è lavorare all’accorciamento delle filiere e intorno al concetto di agricoltura di prossimità per avere una maggiore sicurezza. Più ci si avvicina all’origine del prodotto più cresce la fiducia dei consumatori. Insomma, serve ricostruire la filiera dal basso”. Attenzione però a non confondere la sicurezza con la qualità, come sottolinea Rosario Trafiletti di Federcunsumatori: “Della prima è centrale il tema dell’igiene, mentre della seconda sono importanti i concetti di tradizione e cultura. A livello comunitario la sfida della competitività possiamo vincerla puntando sulla qualità, facendo più informazione, con una tracciabilità certa, verifiche e controlli adeguati ai tempi e certezza delle sanzioni.

 

Anche i rappresentanti del mondo politico sono d’accordo su questo punto. Per Giuseppe Romanini (Pd), “il nostro sistema di monitoraggio e di etichettatura, oltre che dei controlli sanitari, è il più sicuro al mondo. Ma occorre anche che ciò sia riconosciuto e percepito dai cittadini, per i quali bisogna pensare a dei piani di comunicazione per aumentare la consapevolezza della bontà dei prodotti Made in Italy”. Anche Marco Da Villa (Movimento 5 Stelle) sottolinea “la necessità di creare un Osservatorio di filiera e della valorizzazione dei prodotti a chilometro zero, con una attenzione particolare alle pmi dell’agroalimentare”.

 

L’impegno in questa direzione non manca neppure da parte del Governo. “L’Esecutivo – ha dichiarato Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole – sta lavorando per garantire qualità e sostenibilità delle produzioni animali e, in particolare, nella programmazione della Pac 2014-2020 ha scelto di assicurare la maggior parte delle risorse accoppiate alla zootecnia. Possiamo parlare di tutto ma se non teniamo in piedi i piccoli imprenditori agricoli e gli allevatori, non riusciremo ad andare molto lontano e ad essere competitivi in questo mondo che cambia velocemente”. 


Fonte: Osservatorio Eurocarne

  • articoli più recenti
  • articoli più letti
assomacellai confcommercio federcarni fiesa
trenitalia
svg