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20
SET
2017

Le aziende raccontano

TRADIZIONE E SGUARDO AL FUTURO: MARFISI CARNI

Anna Marfisi rappresenta la terza generazione di un’azienda familiare che ha saputo adattarsi ai bisogni dei clienti, puntando sempre alla qualità. Ecco come

Prima c’era il cliente, poi è arrivato il consumatore consapevole. È la breve sinossi della svolta avvenuta negli anni ’90, lo spartiacque che ha separato il “vecchio” mercato dall’attuale e moderno concetto di selezione, acquisto e modalità di consumo di carne da parte del consumatore del nuovo millennio. Il cambio di rotta ha spalancato la strada alla scelta di prodotti di qualità superiore e all’attenzione a un processo di tracciabilità minuziosa.

Quasi una generazione, un periodo in cui la domanda si è gradualmente convertita verso un prodotto sempre pronto da cuocere, ma dall’”etichetta corta”, ormai sinonimo di alta qualità della carne e di perfetta tracciabilità di provenienza, allevamento, alimentazione e macellazione.

Come tutti i grandi cambiamenti, il passaggio alla consapevolezza della filiera da parte del consumatore ha generato difficoltà nelle aziende del settore. Solo chi ha saputo restare al passo con i tempi, coniugando l’innovazione e la tradizione, è riuscito a consolidare il giro d’affari e a proiettarsi nel futuro senza rinunciare.

Un esempio di successo è Marfisi Carni, da tre generazioni sinonimo di filiera corta sempre attenta ai trend di mercato. Ne abbiamo parlato con Anna Marfisi, terza generazione di un’azienda familiare che ha saputo adattarsi ai bisogni dei clienti puntando sempre alla qualità.

 

Come è nata Marfisi Carni?

L’esperienza della mia famiglia nel settore dell’allevamento bovino ha radici nei primi anni ’40, grazie a mio nonno Angiolino Marfisi. Un uomo che ha saputo sempre mettere passione e determinazione in ciò che faceva, tutte caratteristiche che hanno determinano il successo dell’azienda. Dopo circa trent’anni di duro lavoro, mio padre Antonino ha realizzato il desiderio di famiglia: aprire una macelleria di proprietà.

Tra gli anni ’80 e ’90 il grande passo: l’inaugurazione di uno stabilimento di 1.000 mq per la lavorazione delle carni bovine, ampliato poi a 5.000 mq nel 2000.

 

Qual è il vostro valore aggiunto?

Sin dai primi anni di attività abbiamo puntato sulla ricerca della qualità e alla costruzione di un processo che più integrato possibile. Oggi siamo soddisfatti di offrire una carne qualitativamente ottima e conforme ai trend di mercato, con linee di prodotto Bio, Scottona e IGP. Abbiamo un motto, 'non dimentichiamo ciò che siamo e immaginiamo quello che saremo'. Cerchiamo di metterlo in pratica provando ad anticipare le nuove tecnologie, coniugando tradizione e innovazione.

 

Qual è il modello Marfisi?

Abbiamo cercato di rendere il nostro modello duttile e agile, plasmandolo su una logica di filiera di proprietà e di qualità delle materie prime. Il nostro prodotto si fonda su tre elementi fondamentali: la selezione attenta di animali e mangimi, la gestione dei capi direttamente nel nostro allevamento e una pluralità di soluzioni nel confezionamento.

 

Cosa significa filiera corta nella vostra azienda?

Da più di 30 anni mio padre seleziona personalmente tutto il bestiame destinato alla produzione delle carni Marfisi, è un'esperienza importante nel settore ed è la base della filiera corta: ‘conoscere’ gli animali che si allevano. Nel 2007 abbiamo acquistato due allevamenti di proprietà nel cuore della Pianura Padana, oggi siamo in grado di offrire al mercato un prodotto nato, allevato e confezionato sotto la nostra più completa supervisione.

 

La carne resta sempre uno dei bersagli preferiti dalla stampa.

Ultimamente è stata oggetto di una campagna di demonizzazione che ha portato il settore a un momento di difficoltà. I produttori però hanno saputo assorbire il colpo, dedicandosi a una nuova tipologia di clientela che, a differenza del passato, è sempre più indirizzato all'acquisto di prodotti di qualità. Il consumatore di oggi è molto più attento a informazioni che in passato trascurava, come il valore aggiunto dell'alimento, l'assenza di coloranti e conservanti nel prodotto, il contenuto nutrizionale e anche il benessere dell’animale.

 

Cosa sceglie al banco il consumatore del 2017?

A differenza del consumo degli anni '90, si registrano un calo delle vendite dei tagli classici come bistecche, filetti e tranci. Oggi i preferiti sono i pronti a cuocere, elaborati e hamburger. Anche per questi prodotti è sempre richiesta una qualità premium, c’è necessità che gli ingredienti utilizzati siano sicuri, meglio se di filiera corta. La prova è la presenza sui banchi di una sostanziosa offerta di carni bio o di tagli più pregiati e costosi provenienti da diversi Paesi, angus argentino, americano o irlandese.

 

C’è un trend di ricerca di carne 100% italiana?

Sta prendendo piede, seppur con più lentezza. È un plus che ci viene richiesto con sempre maggior insistenza e noi, grazie al lavoro impostato da mio padre anni fa, siamo in oggi grado di rispondere positivamente.

 

Qual è il taglio preferito da Anna Marfisi?

Sono talmente sicura dei nostri prodotti che la carne la mangio anche cruda. Se dovessi proprio fare una scelta direi: bistecca frollata di Scottona. Naturalmente 100% carne italiana derivanti dal nostro allevamento.

 

Fonte: Eurocarne News

 

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